COS’È E COME SI CALCOLA L’IPERAMMORTAMENTO 2026

28 gennaio 2026

Iperammortamento 2026: le novità del nuovo anno

Con la Legge di Bilancio 2026 il sistema di incentivi agli investimenti produttivi cambia profondamente. I crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 non vengono rinnovati; al loro posto tornano strumenti fiscali già noti alle imprese italiane, primo fra tutti l’iperammortamento

Le nuove misure diventeranno pienamente operative con l’emanazione dei relativi decreti attuativi, che definiranno modalità applicative e requisiti tecnici. 

In attesa dei decreti ufficiali, per molte imprese l’introduzione delle agevolazioni per aziende 2026 significa cambiare completamente il modo in cui si valuta la convenienza di un investimento. In questo articolo approfondiremo cos’è, come funziona e come si calcola l’iperammortamento 2026, con l’obiettivo di fornire tutte le informazioni necessarie alle imprese che stanno pianificando investimenti in macchinari, impianti, software e sistemi di efficientamento. 


Verso l’iperammortamento 2026: che cosa si intende con questo termine? 

Prima di vedere come funziona l’iperammortamento 2026, occorre definire la differenza tra iperammortamento e credito di imposta. 

Con il termine iperammortamento si intende un’agevolazione fiscale che consente di aumentare il valore fiscalmente deducibile di un bene strumentale nuovo, esclusivamente ai fini delle imposte sui redditi (IRES o IRPEF). 


Iperammortamento vs Credito di imposta: le differenze 

A differenza del credito d’imposta, l’iperammortamento non genera un importo da incassare o compensare, ma, aumentando il valore fiscalmente deducibile del bene acquistato, riduce le imposte future.
Il beneficio si manifesta nel tempo, attraverso 
quote di ammortamento più alte, che abbassano il reddito imponibile anno dopo anno. 

In pratica, il Fisco non restituisce una parte della spesa, ma considera il bene come se fosse costato di più ai fini fiscali, permettendo all’impresa di pagare meno tasse negli esercizi successivi. 

Per questo motivo, mentre il credito d’imposta garantisce un beneficio certo e immediato, l’iperammortamento può risultare più vantaggioso nel lungo periodo, ma solo se l’impresa genera reddito imponibile. 

iperammortamento 2026

Come si calcola l’iperammortamento 2026: le percentuali di maggiorazione previste 

Per capire come si calcola l’iperammortamento 2026, occorre prima comprendere il funzionamento delle percentuali di maggiorazione, che variano in base alla tipologia di investimento e all’ammontare complessivo della spesa.
La maggiorazione non si applica in modo uniforme, ma 
per scaglioni, aumentando progressivamente il valore fiscale del bene. 


Beni 4.0 e sistemi di autoproduzione energetica 

I beni 4.0 e i sistemi di autoproduzione energetica rappresentano il grande ambito di applicazione del nuovo iperammortamento.
Si tratta di investimenti che 
migliorano l’efficienza produttiva e l’autonomia energetica dell’impresa, senza rientrare necessariamente negli interventi di transizione ecologica più avanzata. 


I beni 4.0 includono macchinari, impianti e software interconnessi ai sistemi aziendali, in grado di automatizzare i processi, monitorare le prestazioni e ottimizzare l’utilizzo delle risorse. 

Rientrano, dunque, tra i beni agevolabili anche i software 4.0 interconnessi (Beni Immateriali), che tornano a beneficiare di una maggiorazione fiscale dopo l’uscita di scena del 2025 dal credito d’imposta. I beni agevolabili, compresi all’interno dell’Allegato B della legge 232/20216, risultano essere stati integrati tramite l’Allegato V della legge di bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025 n. 199). 

Anche per i beni materiali (macchinari e impianti) risultano essere state effettuate delle integrazioni all’Allegato A, il quale risulta essere stato sostituito dall’Allegato IV della legge 30 dicembre 2025 n. 199. 


I sistemi di autoproduzione energetica, invece, comprendono gli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, come, ad esempio, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e infrastrutture di supporto strettamente funzionali all’impianto. In questo caso, l’obiettivo è ridurre la dipendenza energetica dell’azienda e abbassare i costi operativi nel tempo. 

Entrambe le categorie accedono alle stesse percentuali di maggiorazione perché rispondono a una logica comune: rafforzare la competitività dell’impresa attraverso investimenti tecnologici e strutturali, senza richiedere necessariamente un salto immediato verso gli interventi di transizione ecologica più complessi. 


In entrambi i casi, gli scaglioni sono i seguenti: 

  • +180% fino a 2,5 milioni €, con un beneficio stimato con IRES al 24% pari a 43,2%; 
  • +100% per la quota da 2,5 a 10 milioni €, con un beneficio stimato con IRES al 24% pari a 24%; 
  • +50% per la quota da 10 a 20 milioni €, con un beneficio stimato con IRES al 24% pari al 12% 


Si ricorda che sia per i beni materiali e immateriali sia per i sistemi di autoproduzione energetica, è necessario che la produzione avvenga all’interno degli Stati dell’Unione Europea. 


Come si calcola l’iperammortamento 2026 in 4 step

Le agevolazioni 2026 si applicano agli investimenti effettuati dal 1° gennaio del 2026 al 30 settembre 2028. 

Il calcolo dell’iperammortamento 2026 segue una logica semplice e lineare, che può essere riassunta in 4 step: 


Passaggio 1 - Individuazione del costo del bene 

Si parte dal costo di acquisto del bene strumentale nuovo, comprensivo degli oneri accessori capitalizzabili. 


Passaggio 2 - Applicazione della percentuale di maggiorazione 

Al costo del bene si applica la maggiorazione prevista dalla normativa, tenendo conto degli eventuali scaglioni. 


Passaggio 3 - Determinazione del valore fiscalmente ammortizzabile 

Il valore fiscale del bene sarà dato da costo del bene + maggiorazione. 

Questo valore non incide sul bilancio civilistico, ma solo sulla determinazione del reddito imponibile. 


Passaggio 4 - Calcolo del risparmio d’imposta 

Il risparmio fiscale complessivo è pari a maggiorazione × aliquota IRES/IRPEF 

Con aliquota IRES al 24%, una maggiorazione del 180% equivale a un beneficio fiscale del 43,2% del costo del bene. 

calcolo iperammortamento 2026

Come si calcola l’iperammortamento 2026: un esempio pratico 

Un buon modo per comprendere come funziona l’iperammortamento 2026 è fare un esempio pratico. 

Un’impresa acquista un macchinario 4.0 del valore di 500.000 euro, ricompreso tra i beni riportati all’interno dell’Allegato IV. Si può dunque considerare: 

  • Maggiorazione applicabile: +180% 
  • Incremento del valore fiscale: 900.000 € 
  • Valore fiscalmente ammortizzabile del bene: 1.400.000 € 

Il risparmio d’imposta complessivo si calcola applicando l’aliquota IRES alla sola quota di maggiorazione: 

900.000 € × 24% = 216.000 € 


Questo importo non viene incassato immediatamente, ma si traduce in un minor carico fiscale distribuito nel tempo, grazie a quote di ammortamento più elevate rispetto a quelle ordinarie. 

 

Quando convengono le agevolazioni per aziende 2026 

Le agevolazioni per aziende 2026 sono particolarmente vantaggiose per le imprese che: 

  • prevedono utile imponibile stabile negli anni successivi 
  • effettuano investimenti medio-alti in beni strumentali 
  • pianificano fiscalmente gli ammortamenti 
  • operano in settori ad alta intensità tecnologica o energetica. 

 

Iperammortamento 2026: modalità operative e documentazione necessaria 

Dopo aver visto come si calcola l’iperammortamento 2026, vediamo come le imprese possono avere accesso al beneficio. 

Come già per la Transizione 5.0 e la Transizione 4.0, il beneficio deve essere prenotato, confermato e completato direttamente sull’apposita piattaforma che verrà sviluppata dal GSE

Non essendo ancora presente il decreto attuativo vero e proprio, si riporta quanto stabilito dalla legge di bilancio: 

  •  Prenotazione: l’impresa trasmette tramite modelli standardizzati e completamento delle informazioni richieste sulla piattaforma: dati impresa, struttura produttiva e importo previsto; 
  • Conferma prenotazione: entro un tempo prestabilito, l’azienda deve effettuare il pagamento dell’acconto del 20% del valore del bene e trasmettere la documentazione sul portale GSE; 
  • Completamento: comunicare il completamento dell’investimento sul portale GSE. 

 

La documentazione richiesta per accedere all’incentivo risulta essere: 

  • Perizia tecnica asseverata, obbligatoria per i beni con un valore superiore ai 300.000 euro, la quale va ad attestare le caratteristiche tecniche e l’effettivo rispetto delle caratteristiche 4.0 del bene; 
  • Certificazione contabile, rilasciata dal revisore legale per verificare l’effettivo sostenimento delle spese legate al bene; 
  • Certificato o dichiarazione di origine, il quale attesterà che il bene è “Made in UE”. 

Questa documentazione è indispensabile per richiedere l’agevolazione e, in caso di controlli in seguito alla richiesta dell’incentivo, potrà essere sottoposta al controllo. 


L’iperammortamento 2026 in breve 

Le agevolazioni per aziende 2026 non sono un semplice “sconto fiscale”, ma uno strumento che richiede analisi, pianificazione e corretta applicazione. 

Capire come si calcola l’iperammortamento 2026 permette alle imprese di valutare con precisione la convenienza dell’investimento e di integrare correttamente l’agevolazione nella propria strategia fiscale. 


Stai pianificando un investimento nel 2026 e vuoi capire se l’iperammortamento è applicabile al tuo caso specifico? Un’analisi preliminare può aiutarti a evitare errori e stimare correttamente il beneficio fiscale. Richiedi un confronto con un consulente specializzato: contattaci ora! 


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